procaccini Schizzi di un paesaggio, di san Francesco e l’angelo, l’angelo e un dannato, angeli
Carlo Antonio Procaccini (Bologna 1571-Milano 1630)
Penna e inchiostro marrone, manca la parte del disegno in alto a sinistra
Iscrizioni: a in inchiostro marrone in basso a destra: Carlo Antonio Procaccino
Mm. 330x191 (misura massima)
Inv. 4759

Ouesto disegno fu presentato da Alessandro Morandotti in una conferenza intitolata "Carlo Antonio Procaccini alla rincorsa dei maestri fiamminghi" tenuta al Museo Civico di Varese l'8 novembre 1997. In quell'occasione, lo studioso aveva rilevato il rapporto fra la fìgura di San Francesco e quella rappresentata in un piccolo quadro appartenente ad una raccolta privata torinese, raffigurante San Francesco cbe riceve le Stigmate. E’ da notare che il foglio della Fondazione d'Arco è fra i pochi disegni finora identificati di Carlo Antonio. Carlo Antonio Procaccini era il fratello dei ben più famosi Camillo e Giulio Cesare, nati come lui in Emilia, e tutti attivi a Milano nei primi tre decenni del Seicento. Nella vecchia letteratura artistica, Carlo Antonio è descritto come pittore specialista in nature morte e paesaggi proprio "alla fiamminga", un gusto milanese dell'inizio del Seicento. In alcune di queste opere, come nel disegno in rapporto con il quadrone di San Carlo, il Procaccini si dimostra seguace di Camillo; infatti, le piccole figure nei suoi paesaggi sono spesso prese dalle invenzioni del fratello maggiore.

N.W.N.