veneto_b Testa virile, rivolta verso sinistra
Artista Veneto
Secolo XVII
Matita nera e gesso bianco, carta azzurra; i quattro angoli tagliati; lacune della carta e strappo sul margine superiore
Iscrizioni: "22" a penna e inchiostro sul verso
Mm 165x119
Inv. 4775

La testa qui esposta, insieme al n. inv. 4774, va insieme ad una terza n. inv. 4771, identica di mano, tecnica e supporto. L’effetto di naturalistico pittoricismo che sortisce dal rapporto tra la pastosità del segno a gesso nero, i brevi tocchi di bianco e il colore della carta suggerisce una collocazione di questi disegni in ambito veneto seicentesco. L’aria strozzesca - ma anche vagamente vandyckiana- che connota soprattutto la seconda testa, velata di patetismo (è probabilmente lo studio per un santo) e caratterizzata da un uso libero e morbido del medium grafico, nonché da una certa sensibilità nella resa della superficie, e la naturalistica incisività dei tratti fisionomia dell'altra testa (preparatoria per un ritratto?) più precisamente indirizzano verso l'ambiente artistico veneziano dei decenni centrali del secolo, vitalizzato e rinnovato in senso moderno dall'arrivo di pittori “foresti”, quali Fetti, Liss, Renieri e, appunto, Strozzi. L’incompatibilità stilistica dei fogli in esame con l'opera grafica dei pittori più noti (Della Vecchia, Maffei, Liberi o Langetti) e la lacunosa e alquanto incerta conoscenza che si ha della produzione disegnativa di altri maestri minori (come, per esempio, Daniel van den Dyck) attivi nella città lagunare in quegli anni impediscono, per il momento, di giungere ad una precisa attribuzione.

E.S.