pagani Dio Padre appare a Sant’Antonio col Bambino, Angeli (recto)
San Francesco (verso)
Paolo Pagani (Castello Valsolda 1665-Milano 1716)
Penna e inchiostro, acquerello violetto (recto; idem verso)
Iscrizioni: lungo il margine inferiore si legge "Schizzo del disegno mandato in Spagna per la maestà della Regina / per ordine del S. Senator Pagani adi 29  
marzo 1700 die lunedì / Paolo Pagani"
Mm. 402x223
Inv. 4842

Secondo le iscrizioni sul verso il disegno è un "ricordo" di quello che fu inviato il 29 marzo 1700 alla Regina di Spagna, Marianna di Neuburg, che aveva commissionato a Pagani due dipinti per la Chiesa dei Cappuccini di Chiusa val d'Isarco (Bolzano) per celebrare il suo confessore, il padre cappuccino Gabriele da Pontifer. Il dipinto, già collocato sull'altare a destra nella chiesa è attualmente conservato nel locale museo e presenta varianti rispetto al disegno della Fondazione d'Arco con, sul recto, tutto l'insieme e, sul verso, una proposta diversa per il San Francesco. Un disegno del Musée des Beaux-Arts di Poitiers, datato gennaio 1702, presenta una nuova versione in controparte per il Sant'Antonio col Bambino, più vicina alla soluzione definitiva, sottoposto all'approvazione del marchese Cesare Pagani, il "Senator Pagani" ricordato nella versione della Fondazione d'Arco, legato diplomatico alla corte del Palatinato, promotore e intermediario della commissione del dipinto, da parte della regina. Il disegno della Fondazione d'Arco e quello del Musée des Beaux-Arts di Poitiers, sono gli unici conosciuti relativi a quest'opera. Nel dipinto, il San Francesco è descritto in piedi, le braccia incrociate sul petto, dietro Sant'Antonio: tuttavia l'insieme della composizione, e il ritmo vorticoso degli angeli in volo con Dio Padre, è già perfettamente manifesto nel foglio della Fondazione d'Arco. La vivacità della grafia, l'acquerello violaceo che sottolinea effetti luministici, sono tipici della maniera del Pagani dei disegni della sua maturità, uno stile definito "dolcemente lento e danzante". Questo disegno, assieme a quello di Poitiers è uno dei rari che ci sono pervenuti, in rapporto ad un opera datata e documentata, atti a caratterizzare lo stile del Pagani in un momento ben preciso della sua evoluzione stilistica.

E.S.