bazzani_croce Cristo che porta la croce  
Giuseppe Bazzani (Mantova 1690-1769)
Iscrizioni: a inchiostro marrone in basso a sinistra: 1747 Gessetto rosso;  
foderato
Mm. 373x322
Inv. 4843

Giuseppe Bazzani passò tutta la vita a Mantova e la sua arte si basò sia sulla ricca tradizione mantovana di Pietro Paolo Rubens, Domenico Fetti e Giovanni Benedetto Castiglione che sulla pittura contemporanea del Veneto, da Antonio Balestra a Federico Bencovich e ai fratelli Guardi, Gian Antonio e Francesco. Questo disegno, che illustra Cristo che porta la croce, è il primo di una serie di cinque fogli, tutti custoditi alla Fondazione d'Arco e raffiguranti scene della Via crucis. Le rappresentazioni del cammino percorso da Cristo cominciarono nelle commedie religiose nel Medio Evo sotto l'ispirazione della devozione francescana. All'inizio, le scene erano sette; poi, intorno al 1700, e in modo particolare, con le prediche del francescano San Leonardo di Porto Maurizio (1676 - 1751), le stazioni furono aumentate fino a quattordici. Presumibilmente, il Bazzani aveva l'intenzione di illustrare tutte le quattordici scene, ma non si conoscono altri fogli della Via crucis oltre quelli della Fondazione d'Arco e non si conoscono dipinti finiti che possano essere messi in rapporto con questi disegni. E’interessante confrontare i disegni del Bazzani con i dipinti della Via crucis eseguiti da Federico Ferrario (Milano? c. 1714 - 1802) per la chiesa francescana distrutta, Santa Maria del Giardino, ed ora in San Simpliciano a Milano. Notevole è la corrispondenza fra il Cristo che porta la croce e il Cristo davanti alla Madre nelle due versioni, sia quella del Bazzani che quella del Ferrario, ma allo stato attuale degli studi, è impossibile dire se Federico, più giovane di quasi una generazione, avesse avuto modo di conoscere l'opera del pittore mantovano.

N.W.N.