roselli Composizione sacra
Pietro Roselli (notizie dal 1725 al 1771)
Penna e inchiostro bruno su traccia a matita nera, carta bianca controfondata
Iscrizione: in basso a destra, a penna "Tiepoli"
Mm 162x106
Inv. 4761

Evidentemente concepito come primo abbozzo per una pala d'altare, lo schizzo non consente un immediato riconoscimento dei personaggi raffigurati per la mancanza di attributi ben individuabili: l'angelo in primo piano con la foglia di palma allude alla presenza di un martire, forse il santo che appare in gloria tra le nubi. La struttura della composizione e la verve disegnativa orientano con sicurezza verso l'area veneziana, quantunque non sia stato posssibile individuare un dipinto in rapporto con il disegno. Tale direzione di ricerca è confermata dalla scritta antica, tardo-settecentesca, che riferisce il foglio a "Tiepoli": esclusi Giambattista e Giandomenico, il disegno non sembra riferibile neppure ad alcuno dei tiepoleschi di più stretta osservanza, come Francesco Lorenzi, Giustino Menescardi o Francesco Zugno, la fisionomia dei quali è stata ormai definita in maniera abbastanza soddisfacente. Il ricorso a tipologle longilinee, tese in posizioni arcuate, potrebbe far pensare a moduli cari a Nicola Grassi. Tuttavia, il polo di attrazione più prossimo sembra essere costituito da certi aspetti della grafica piazzettesca in senso lato, nella particolare declinazione - come gentilmente mi ha suggerito Andrea Tomezzoli - di Pietro Roselli, artista lagunare noto alla critica solo da pochi anni, grazie al contributi di Ugo Ruggeri e di George Knox, che hanno raggruppato attorno al suo nome una ventina di disegni. In quanto allievo di Antonio Balestra (1666 -1740), Roselli potrebbe essere nato sullo scorcio del Seicento o all'inizio del secolo successivo, considerando il fatto che risulta iscritto alla fraglia dei pittori veneziani dal 1725 al 1761 e che Zanetti (1771) lo ricorda ancora vivente nel 1771. Il disegno della collezione D'Arco si può accostare a un gruppo di schizzi preparatori Apoteosi di san Marco, soprattutto al verso del foglio conservato alla National Gallery of Art di Washington: vi ritorna la stessa struttura compositiva, sebbene semplificata, e il medesimo impianto luministico. A ciò va aggiunto l'aspetto più propriamente tecnico, caratterizzato da un ductus sciolto e nervoso e da un'economia di segni nelle definizioni fisionomiche, cui corrisponde, al contrario, un tratteggio a penna molto fitto nella resa delle parti in ombra.

E.S.