palma_mercurio Mercurio e le tre Grazie (recto)
Studi per le Grazie in piedi e sedute (una studiata separatamente), studio per la Caccia al toro (verso)

Jacopo Negretti detto Palma il Giovane (1548-1628)
Penna, inchiostro e acquerello bruno, tracce di matita rossa (recto); penna e inchiostro bruno, tracce di matita rossa (verso); carta bianca.
Iscrizioni: "1611", autografa, a penna e inchiostro, in alto sul recto (parzialmente tagliata); "G. P. n°: 114" a penna e inchiostro, sul verso
Mm 379x260
Inv. 4782-4783
palma_mercurio_b

Questo disegno, datato 1611 e appartenente, come diversi altri del Palma (recanti la sigla "G. P." seguita da un numero), ad uno degli album provenienti dalla collezione veneziana Sagredo, venne pubblicato da Stefania Mason Rinaldi (1979), su segnalazione di Mario Di Giampaolo, che lo aveva riconosciuto come studio preparatorio per il dipinto di collezione privata svizzera raffigurante Mercurio e le Grazie, esposto alla mostra di Pfäffikon-Ginevra nel 1978. Successivamente (1984 e 1990), la studiosa è tornata sull'argomento, evidenziando come gli schizzi sul verso del foglio mantovano, relativi al gruppo delle tre Grazie, dapprima studiate in piedi, poi sedute, in posizioni molto simili a quelle riproposte nel quadro svizzero, costituiscano il primo momento del processo creativo su questo tema classico, trattato dal Palma anche nel dipinto dell'Accademia di San Luca di Roma. L’idea delle tre dee sedute è poi sviluppata, con l'aggiunta di Mercurio loro "scorta e duce per mostrare la ragione e il sano discorso" (Cartari), nel disegno più finito e acquerellato sul recto del nostro foglio e in quello del Kupferstichkabinett di Dresda; la stessa composizione compare anche nel bel disegno di Windsor che, però, dato l'uso di lumeggiature d'oro e della carta preparata verde, è stato presumibilmente eseguito come opera autonoma destinata al collezionismo. A questo gruppo sono pure assocíabili il foglio n. 6 del Libro di Oxford, dove sono studiate soltanto due dee sedute, e quello n. 5a del Libro Zanetti-Correr, preparatorio, anche se con alcune varianti, per il citato quadro dell'Accademia di San Luca, privo della figura di Mercurio. La contemporaneità di queste elaborazioni grafiche è confermata dalle sostanziali ed evidenti analogie stilistiche, riscontrabili nel medesimo tipo di tratteggio fittamente incrociato per indicare le ombre e nello stesso modo di delineare i contorni con un segno ondulato e continuo. Nella composizione più accuratamente realizzata del recto, la stesura a macchia delle acquerellature entro i confini del segno a penna - in tutto analoga a quella utilizzata dall'artista in altri disegni dello stesso momento (si veda per esempio il foglio dell'Ecole des Beaux-Arts di Parigi, inv. 214, datato 1611)- conferisce compattezza alle forme e, qui soprattutto, prefigura la resa pittorica dei corpi lisci e rosati delle dee. Il soggetto affrontato dal Palma in questo gruppo di opere grafiche e pittoriche non è molto frequente in ambito veneziano.

E.S.