anticappella   Anticappella
Seconda Palazzina già Dalla Valle
Piano terra

L’ambiente, spoglio di decorazioni, è semplicemente arricchito da un camino con lo stemma dei d’Arco (quindi qui collocato post 1872). Sopra la porta d’ingresso è presente una tela di scuola veneta del Cinquecento (forse cerchia di Rocco Marconi) raffigurante Cristo con l’adultera; a fianco è un’Adorazione dei Magi del pesarese Giovanni Venanzi (1627-1705), firmata e datata 1703. Sotto il dipinto è collocato un cassone dipinto. Ai lati dell’ingresso alla cappella sono due interessanti armadi: il primo accoglie busti-reliquari di santi in legno argentato. Appena sopra l’armadio sono un Cristo in paesaggio e una Madonna in paesaggio, della scuola tedesca di Hans Rotternhammer. Attribuito a Giambettino Cignaroli è il dipinto raffigurante la Madonna con Bambino, S. Giovanni evangelista ed un santo vescovo collocato al di sopra dell’ingresso alla cappella. Sul camino è posto un fregio ligneo del tardo Cinquecento. Notevole è, alla destra del camino, la tela con Cristo alla colonna forse appartenuta ai Chieppio. Alla stessa parete è addossato uno armadio sopra il quale vi sono altri due reliquiari lignei argentati. Il mobile è sovrastato da una tela ovale settecentesca raffigurante San Stanislao Koska riceve l’ostia consacrata da un angelo. Tra l’armadio e la porta si trova una seconda copia della Sacra Famiglia con santa Elisabetta e san Giovannino (l’altra copia presente nel palazzo si trova nella sala delle raffigurazioni sacre), tolto dall’originale di Raffaello di Capodimonte.