antenati   Sala degli Antenati
Palazzo d’Arco
Piano primo

Detta anche Sala Grande o Tablino, prende il nome dalla mostra dei 60 ritratti raffiguranti vari personaggi della famiglia d’Arco collocati nella fascia alta della sala. I ritratti sono stati eseguiti in un lasso temporale compreso tra il Cinquecento e la metà del Settecento ed in origine erano collocati nel castello di Arco. Il soffitto è opera di Giambattista Marconi, che lo terminò nel 1784. Allo stesso artista si deve anche la fascia alta (che sovrasta i dipinti con gli antenati) con la decorazione a vasi e festoni, impreziosita da due finti busti (dei quali è stato riconosciuto solo quello di Omero, sulla parete settentrionale, ispirato al marmo della collezione statuaria di Palazzo Ducale). Al di sotto dei dipinti e del fregio a cani correnti, sono ampi pannelli a grisaille riportanti copie di stucchi provenienti da Palazzo Te. I rilievi, compresi in ricchi girali, sono quasi tutti tratti dalla Loggia di Davide e riportano per la maggioranza le storie del re. Dalla parete occidentale, in senso orario (non considerando i rilievi alle estremità delle pareti settentrionale e meridionale): Il profeta Samuele consacra David, Incontro tra David e Abigail, Giuditta con la testa di Oloferne, David re di Israele, Lucrezia e Tarquinio, David e Siba, Berzellai Galaadita supplice davanti a David, Giuditta con la testa di Oloferne, Mifiboset supplice davanti a David, Ercole con la pelle del leone nemeo.
Ai lati estremi delle pareti Nord e Sud sono quattro rilievi non tutti definitivamente interpretati. Partendo dall’angolo tra la parete settentrionale e quella occidentale (in senso orario): Amazzone (tratta dalla Sala delle Cariatidi al Te), Agàve con la testa recisa di Pènteo (?), Giove, Il sogno di Ecuba (?).
Alle pareti nord e sud sono appoggiate due enormi consolle. Su quella della parete nord è collocato un Busto del conte Giambattista Gherardo d’Arco, opera di anonimo settecentesco.