sala rossa   Sala Rossa
Palazzo d’Arco
Piano primo

Notevole esempio di ambiente aristocratico della seconda metà dell’Ottocento, il nome deriva dalla tappezzeria in damasco seta rosso. Tutti gli arredi (in stile tardo vittoriano) furono eseguiti a Londra nel 1874 per il conte Francesco Antonio d’Arco, in ebano nero con applicazioni in bronzo dorato. Sono presenti anche tre stipi in ebano e avorio. I dipinti sono per la grandissima parte ritratti di personaggi della famiglia d’Arco: dal conte Francesco Antonio d’Arco (che ha voluto questo ambiente e che è effigiato nella tela al centro della parete occidentale e in una alla parete opposta), a Giovanna d’Arco (sua è la fotografia collocata sullo stipo alla parete orientale). E ancora, alla parete settentrionale, ai lati della specchiera, sono i ritratti di Luigi d’Arco e della moglie Giovanna de’ Capitani d’Arzago (suo è l’abito da viaggio in lana scozzese collocato sul manichino). Sotto il ritratto di Luigi d’Arco è quello del fratello Carlo, che probabilmente si ritrova anche nel busto alla destra della porta che immette alla Sala di Pallade. Alla parete meridionale è una specchiera, nei pressi della quale appare, incorniciata, una tavolozza appartenuta e firmata dal pittore milanese Girolamo Induno (1827-1890). Al centro della sala un grande tavolo in mogano che sorregge alcuni gruppi scultorei: un nudo di donna, un giovane con fanale ed il cinghiale addentato dai cani. Tra i restanti arredi (vasi cinesi, soprammobili in argento…) ricordiamo che alla destra del ritratto di Francesco Antonio alla parete occidentale è una vetrina contenente oggetti di argento e porcellana. Il pavimento, in parquet, è coperto al centro da un tappeto persiano ottocentesco, mentre dalla volta pende un lampadario in legno a sei fiamme.