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Sala delle Figurazioni Sacre (Sala dei Religiosi)
Palazzo d’Arco
Piano primo

Detta anche Sala dei Religiosi è il vero cuore della pinacoteca e accoglie il nucleo maggiore dei dipinti di soggetto religioso. Il soffitto è a lacunari: quattro angolari, decorati a monocromo con festoni ed aquile, quattro corrispondenti al centro delle pareti con divinità pagane (Giove, Marte, Diana, Apollo) e altre figure che presentano gli strumenti simbolici della geometria, dell’architettura, della geometria e delle arti visive. Dallo spazio centrale pende il lampadario a gocce a doppio giro di sei fiamme. Numerosissime i dipinti presenti, tra i quali ricordiamo un Cristo portacroce, opera del primissimo Cinquecento già attribuita al pittore emiliano Giovan Francesco Maineri, una Flagellazione di Cristo, attribuita a Lorenzo Costa il Giovane, L’incredulità di Tommaso, opera degli anni maturi di Antonio Carneo (1637-1692), il Cristo Redentore, opera di Lorenzo Lotto, un prezioso Crocefisso, per alcuni opera di Antoine Van Dyck (che per alcuni giorni nel novembre 1623 fu ospite a Mantova dove fece un ritratto di Ferdinando Gonzaga). E ancora: un Cristo portacroce, opera cinquecentesca attribuita a Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, il fondo oro raffigurante Cristo davanti a Pilato, già attribuita ad Antonio della Corna, un prezioso La Vergine porge il Bambino a San Francesco, opera del cappuccino Fra’ Semplice da Verona (1621-22) e una Sacra famiglia di Giambettino Cignaroli (1706-1770) solo per citare i più noti. I mobili sono in prevalenza collocabili tra Sei e Settecento. Ricordiamo anzitutto i due altari qui collocati: uno in legno intagliato e dipinto della prima metà del Seicento, l’altro in legno intagliato, dipinto e dorato della seconda metà dello stesso secolo. Al centro della sala compare inoltre, sopra il tappeto persiano ottocentesco, un cataletto del primissimo Ottocento con un ovale raffigurante il Transito di San Giuseppe.