biblioteca  

Biblioteca
Palazzo d’Arco
Piano primo

Splendida è l’architettura e la decorazione neoclassica, ritmata sulle pareti da quattro nicchie (due per ogni parete principale) contenenti grandi vasi in gesso eseguiti negli anni Cinquanta del Novecento. Al centro delle pareti laterali sono dipinti a monocromo due clipei. Quello sulla parete occidentale raffigura lo Stemma della famiglia d’Arco ed è accompagnato dal motto A magnis maxima (dai grandi [hanno origine] i massimi avvenimenti). Sotto questo clipeo un bassorilievo raffigurante Amor nella fucina di Vulcano, tratto dagli stucchi dell’omonima sala a Palazzo Te. Nel clipeo alla parete orientale è invece la raffigurazione del Castello di Arco, come appariva prima delle grandi demolizioni settecentesche avvenute nel 1703 con il generale Vendôme e alla fine del secolo con Napoleone. Il clipeo è accompagnato da un distico elegiaco di Nicolò d’Arco: Alter ut in terris niteat demissus / olimpo est / arcus, sitque hominum foedus / ut ille deum / Nic. Com. Arch. in cod. (Un secondo arco è stato inviato dall’Olimpo, affinché risplenda sulle terre e sia patto degli uomini così come quello degli dei). Al di sotto del clipeo è un bassorilievo, pure tratto dagli stucchi dell’omonima sala a Palazzo Te, raffigurante Nettuno sul mare. Sia questo bassorilievo, sia quello della parete opposta furono plasmati nel 1791 da Dalmaschio e Pellegrini. Prima di essere destinata a biblioteca la sala era probabilmente una sala da pranzo. Oggi contiene oltre 10.000 volumi del fondo antico, tra i quali incunaboli (15), cinquecentine (500), manoscritti (15). È presente l’intera Enciclopedie ou dictionnaire raisonnè des sciences, des arts et des metiers di Didierot e D’Alembert (Parigi 1751-1772 in 17 volumi + 11 di tavole, 5 di supplementi nel 1777 e 2 di indici nel 1780). Tra i nuclei maggiori ricordiamo le stampe, i disegni antichi e l’ippologia (275 volumi), un migliaio tra fotografie e diapositive, 384 buste con documenti d’archivio, la raccolta “Gardani” di pergamene (un centinaio tra XIV e XVII sec.) e la raccolta di manoscritti legata al museo di Scienze naturali.