I_ariete
01 - ARIETE
(20 marzo-20 aprile c.)
Parete settentrionale

Nel fregio: il ratto di Europa (Ov., Met., VIII 836-875).
Medaglioni: Giulio Cesare e Augusto.
Chiave di volta: protome di Medusa affiancata da due uccelli.
Sulle nubi: Ariete.
Capitello di destra: Giove colloca l'ariete in cielo.
Architettura: l'Arena di Verona.
20-21 marzo: equinozio di primavera.
Attività del mese: la vita militare.

Per rappresentare l'attività militare, che riprendeva in marzo (mese che secondo Ovidio trasse il nome da “Mars” Marte, dio della guerra) il pittore è ricorso ad una celebre pagina di storia romana: Muzio Scevola, di fronte a Porsenna e ad un militare (tratto da un rilievo dell'Arco di Marco Aurelio, scalone del Palazzo dei Conservatori), trattiene impassibile nel fuoco acceso sull'ara la sua mano destra, colpevole d'aver fallito il colpo. In secondo piano, a sinistra, le tende dell'accampamento etrusco. Sullo sfondo l'Arena di Verona.
A destra dell'anfiteatro veronese una figura femminile tiene sospeso un fanciullo per i capelli di fronte ad una figura virile. Si tratta probabilmente di un'allusione a Medea, che aiutò Giàsone nella conquista del vello d'oro. Il riferimento a Medea troverebbe giustificazione nel mito dei vello dell'ariete d'oro, connesso con il mito di Frisso e della sorella Elle (eponima dell'Ellesponto, attuale Mar di Marmara), conquistato da Giàsone, in Colchide, grazie, come s'è detto, a Medea. Sotto queste ultime immagini si vedono due personaggi davanti ad una pozza d'acqua e due arieti. Uno degli uomini è nell'atto di bere. Il mito riportato da Igino narra di un ariete che sarebbe apparso all'esercito di Bacco assetato uscendo dalla sabbia del deserto di Ammone e l'avrebbe condotto ad una sorgente. Per questo prodigio Bacco avrebbe chiesto a Giove di collocare l'ariete fra le costellazioni. Così avvenne e la costellazione fu detta “aequinoctialis aries”, e sul luogo in cui fu trovata l'acqua Bacco eresse un tempio a Giove “Ammonio”, ossia sabbioso.
Circa la presenza dell'Arena di Verona, secondo Luisa Venier, se pure non esiste una relazione diretta tra questo anfiteatro e il culto di Giove Ammone, nondimeno sappiamo che anticamente vicino all'Arena di Verona sorgeva un arco dedicato a questa divinità, e che nel Rinascimento Caroto e Palladio disegnarono alcune ipotesi di ricostruzione.
Nella sottostante grisaille del parapetto è rappresentato il sacrificio dell'ariete, desunto da un sarcofago "bacchico" romano. Sul basamento del primo finto pilastro, a sinistra, entrando, si vede una figura maschile stante che tende in avanti il braccio sinistro con la mano aperta. Segue la decorazione, anch'essa a monocromo, del vano della finestra. A sinistra e a destra è raffigurata una pàtera, al centro si distingue quanto rimane di una cavallo marino che, scomparso sotto la finestra successiva, è ripetuto sotto le due finestre della parete di fronte (meridionale). Nel basamenti dei due finti pilastri posti al lati del segno si vedono un suonatore di aulo doppio, nudo e di spalle, e un giovane loricato con bastone. Sul basamento dell'ultimo pilastro della parete si distingue a stento una figura maschile incedente.

Rodolfo Signorini