V_leone
05 LEONE
(23 luglio-23 agosto c.)
Parete orientale

Nel fregio: Altea pone a bruciare sull'ara il tizzone della vita del figlio Meleagro (Ov., Met., VIII 475-514).
Medaglioni: Vitellio e Vespasiano.
Chiave di volta: protome di Giove Ammone.
Sulle nubi: Leone.
Capitello di destra: Giove colloca il leone di Nemea in cielo.
Architettura: l'arco di Giano o di Giano Quadrifrontes a Roma.
Attività del mese: la mietitura.

A sinistra due contadini, uno dei quali con un copricapo di foglie, sono intenti alla raccolta delle messi.
In primo piano il simulacro della Diana di Efeso, emblema di fertilità, dell'inesausto proliferare della natura, stante al vertice di un piedistallo di sette gradini, numero notoriamente simbolico in varie culture e religioni. Sulle braccia della divinità siedono due leoni (simbolici del Sole). Alle numerose mammelle si allattano bambini bianchi e neri. Il corpo è adorno di animali (cavalli, tori, dromedari), insetti (mosche (?), un ragno e due libellule) e di rose. Sul capo velato la divinità regge un tempietto, davanti alla cui porta aperta un personaggio ignudo fra due aquile tiene alto nella destra un fulmine alato (si tratterebbe pertanto di Giove). L'idolo è affiancato da due cerve (simbolici della Luna), animali sacri alla dea, mentre un satiretto esibisce un serpentello e una tartaruga. Un altro serpe sta uscendo da un cestello ai piedi del satiretto, posato sul secondo gradino.
A destra alcuni animali (un dromedario, un cavallo, un unicorno, una capra, un leone, un toro, un orso e uno scoiattolo) presso alti alberi rigogliosi sottolineano il significato di maternità universale espressa dalla dea asiatica. È possibile, secondo lo Schweikhart, che per questa immagine di Diana il Falconetto si sia ispirato all'originale cui già si era rifatto Raffaello per le Logge Vaticane.
Il mito connesso con il Leone riguarda Ercole, uccisore del leone di Nemea (prima fatica dell'eroe). La fiera venne collocata da Giove fra le costellazioni dello Zodiaco “per perpetuare l'impresa”. L'architettura sullo sfondo riproduce l'arco Quadrifronte detto di Giano in Roma, davanti al quale un Ercole nudo è nell'atto di soffocare il leone, invulnerabile da ferro, bronzo e pietra, del quale indosserà la pelle. Un arco ispirato dal succitato arco romano di Giano fu eretto dal Falconetto per l'ingresso alla villa di Alvise Cornaro (1484-1534), attuale villa Cornaro-Benevenuti, in Este, in località “collis vici”, fuori porta S. Tecla. La testimonianza atestina può costituire un ulteriore sostegno all'attribuzione dei dipinti mantovani al pittore ed architetto veronese.
La grisaille del pluteo sottostante presenta un piccolo satiro che, guidato da un uomo, offre un serpente ad una divinità. Al di là di un albero una coppia di piccoli centauri si accosta ad una centauressa che porge ad uno di loro la mammella.
Nel basamento del finto pilastro posto fra Leone e Vergine un'immagine di donna reggente il crescente lunare con iscrizioni.

Rodolfo Signorini