X_capricorno
10 CAPRICORNO
(21 dicembre-21 gennaio c.)
Parete occidentale

Nel fregio: Plutone rapisce Proserpina (Ov., Met., V 385-408).
22 dicembre c.: solstizio d'inverno.
Medaglioni: Pertinace e Avidio Cassio.
Chiave di volta: protome di Medusa affiancata da due uccelli.
Sulle nubi: Capricorno.
Capitello di sinistra: Giove colloca Capricorno in cielo.
Architetture: il Mausoleo di Adriano o Castel Sant'Angelo, la “aguglia” Caesaris (l'obelisco è oggi in piazza S. Pietro. Nel Medioevo si riteneva che portasse in cima, in un'urna d'oro, le ceneri di Cesare. Di qui il suo nome) e la “Meta Romuli”.
L'attività del mese: la semina.

Il seminatore è raffigurato a sinistra, al di là di un'alta colonna sovrastata da una tabella priva d'iscrizione. In questo segno manca il mito connesso con il segno, ma la figura di Giove nudo che al di sopra del capitello sinistro colloca Capricorno in cielo richiede che almeno si spendano poche parole per dire che Capricorno è il risultato di una metamorfosi di Pari, dio delle selve, che in Egitto salvò gli dèi dalla furia di Tifone, divinità mostruosa e gigantesca, esortandoli a trasformarsi in animali.
Due personaggi (il primo armato di spada) dominano la raffigurazione centrale, conversano sullo sfondo di alcuni monumenti romani: il Mausoleo di Adriano o Mole Adriana o Castel Sant'Angelo, la "aguglia" Caesaris e la “Meta Romuli”. Dalla sommità del monumento cilindrico alcuni personaggi gettano simulacri marmorei su un gruppo di arcieri che saettano verso di loro. È la rappresentazione della pagina del De bello Gothico di Procopio da Cesarea, relativa all'assalto portato dai Goti alla fortezza romana il 12 marzo del 537. I due personaggi in primo piano potrebbero essere pertanto Belisario e il trace Costantino e derivano da un bassorilievo dell'Arco di Costantino raffigurante il ritorno di Traiano. A destra del Mausoleo di Adriano si ergono la “aguglia” e la “meta”, proprio come i due obelischi posti presso il mausoleo di Augusto, che si possono vedere nella pianta di Roma antica, tracciata da Pirro Ligorio nel 1561 e oggi in piazza dell'Esquilino e in piazza del Quirinale.
Nella grisaille del pluteo sottostante, secondo lo Schweikhart: “Il gruppo di sinistra è stato ricavato da un sarcofago, con scene di lotta contro amazzoni, che si trovava [a Roma] alla fine del Quattrocento nel vestibolo della Chiesa dei santi Cosma e Damiano.”
Nel basamento del finto pilastro di destra è raffigurato un giovane loricato che appoggia la mano destra su un bastone.

Rodolfo Signorini