LA MODA
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IL QUOTIDIANO COME ESPRESSIONE DELLA STORIA

Palazzo d’Arco è il dono di una grande donna, la contessa Giovanna d’Arco, che amava la storia, l’arte e ancor più Mantova, la sua città. Oggi puoi sostenere il Museo di Palazzo d’Arco attraverso il progetto di restauro e di valorizzazione del guardaroba dei conti d’Arco. Il tuo contributo salverà 100 capi, realizzati tra il 1820 e il 1920, che il tempo ha infragilito e che rischiano di andare perduti per sempre.

Raccontare la storia della società mantovana attraverso gli abiti e non solo quella della famiglia che li possedeva: questo è l’obiettivo del progetto La Moda Racconta, diventato possibile grazie al sostegno di Fondazione Comunità Mantovana Onlus e Fondazione Cariplo unitamente ad aziende, associazioni e privati cittadini che hanno creduto e credono fortemente nel potenziale di Palazzo d’Arco. Oggi possiamo ammirare i primi risultati della campagna di crowdfunding, conclusasi a febbraio 2022, che ha raccolto 61.642 euro (di cui 30.000 euro elargiti da Fondazione Cariplo) destinati al restauro e alla prossima esposizione nella nuova sezione dedicata alla storia della moda e del costume del Museo di Palazzo d’Arco di oltre 100 capi provenienti dal guardaroba dei conti d’Arco.

«Questa iniziativa nasce con l’obiettivo di coinvolgere e responsabilizzare fattivamente le comunità locali, aiutandole a guardare il patrimonio culturale come un bene comune da tutelare e coltivare insieme in maniera proattiva. Grazie alle sue caratteristiche, con questo progetto desideriamo sostenere uno strumento utile ed efficace per avvicinare i cittadini alla cultura, creando comunità più coese e solidali». Questo è il senso de La Moda Racconta secondo Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo.

Un momento della conferenza stampa del 16 giugno 2022.

I PRIMI ABITI DEI CONTI D'ARCO TORNANO A PALAZZO DOPO IL RESTAURO

Dopo quattro mesi di lavoro, le restauratrici del laboratorio RT Restauro Tessile di Albinea (Reggio Emilia) hanno riconsegnato alla Fondazione d’Arco i primi 65 capi, riposti in apposite scatole di conservazione, corredate di scheda inventariale e fotografia. I restanti abiti e accessori saranno invece pronti entro la fine dell’anno.

«Quello de La Moda Racconta è stata una vera e propria sfida» sostiene Italo Scaietta, conservatore della Fondazione d’Arco «un progetto complesso e oneroso che Palazzo d’Arco non poteva realizzare da solo: sono state intessute relazioni con soggetti privati, enti e aziende del territorio che hanno compreso il valore dell’iniziativa e hanno deciso di investire risorse proprie per salvare un patrimonio a rischio. Oggi le tre Fondazioni in campo – Fondazione Comunità Mantovana Onlus, Fondazione d’Arco e Fondazione Cariplo – celebrano insieme ai numerosi benefattori l’anteprima di questa assoluta novità per il panorama virgiliano».

I tre capi presentati in anteprima: un abito turchese, un abito da sera in seta e uno smoking.

«Un ringraziamento alla Fondazione Cariplo per aver avviato un bando riservato alle Fondazioni di Comunità che con il loro ruolo di antenne e conoscitrici del proprio territorio hanno l'opportunità di candidare iniziative locali di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale» è il commento di Carlo Zanetti, Presidente di Fondazione Comunità Mantovana Onlus. «La Fondazione Comunità Mantovana assieme alla Fondazione d'Arco e Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani ha candidato il progetto La Moda Racconta: iniziativa che nella sua esecuzione ha saputo coinvolgere donatori, partner e sostenitori».

I DONATORI

Tutto questo è stato possibile grazie a

  • Fondazione Comunità Mantovana Onlus, Fondazione Cariplo e Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani
  • Accademia Teatrale “Francesco Campogalliani”
  • AdHoc Società di consulenza finanziaria S.r.L.
  • Aldighieri Fernando e Daniela
  • M.M.I. Associazione Mogli Medici Italiani - Mantova
  • Associazione Musica Nuova
  • Lav. Carlalberto Corneliani
  • ANCE Associazione Nazionale Costruttori Edili – Mantova
  • Banca Galileo S.p.A.
  • Fin Service S.r.l.
  • Inner Wheel Club - Mantova
  • Istituto Oncologico Mantovano ODV
  • La Maison Du Chocolat et. - Mantova
  • Levoni S.p.a.
  • Lions Club Viadana Oglio Po
  • Perfetti Eva
  • Scuola di ballo Marina Genovesi SSDARL
  • Stefano Ricci S.p.A.
  • Ukigumo Aps
  • Unicredit private banking
  • Verde Giovanni – Mediolanum private banking
  • Zanetti S.P.A.

Un ringraziamento sincero va anche a tutti i singoli cittadini che hanno contribuito al raggiungimento dell’obiettivo attraverso donazioni e opere e a tutti quei benefattori che hanno preferito mantenere anonima la propria generosità.

I CAPI IN ANTEPRIMA

Finora sono stati presentati tre capi tra quelli restaurati, selezionati come simbolo del risultato dell’impegno dedicato.

Il primo è l’abito turchese realizzato da Maison Finzi di Milano, prestigiosa sartoria scomparsa negli anni ‘40 del Novecento a causa delle tragiche vicissitudini della guerra. Questo è il capo che è stato scelto come immagine dell’intero progetto: un abito che non racconta solo la storia di chi l’ha indossato, ma che riporta oltre il tempo le sapienti mani che lo hanno cucito, conservandone intatta la memoria.

Un dettaglio dell'abito turchese.

Il secondo è un completo da sera del conte Antonio d’Arco, uno smoking, uscito dalla Sartoria di Filippo Mattina a Roma nel gennaio del 1898, simbolo dell’eleganza maschile per eccellenza. L’abito è arricchito dalla camicia da sera con sparato, polsini e colletto inamidati, cravattino in seta nera. Immancabili i gemelli, autentico dettaglio di proprietà dello stesso conte.

Un dettaglio dello smoking.

Il terzo è l’abito da sera in seta ricamato con perline e pailettes utilizzato dalla contessa Giovanna d’Arco, a cui appartiene buona parte del guardaroba femminile. Il luccichio degli ornamenti e la leggerezza del tessuto sembrano farci rivivere le scintillanti serate mondane della Belle Époque.

Un dettaglio dell'abito da sera in raso.

LA NUOVA SEZIONE ESPOSITIVA

La sezione di storia della moda e del costume del Museo di Palazzo d’Arco inaugurerà, a conclusione del progetto, con una prima sala espositiva al piano nobile del palazzo, dove sarà allestita una vetrina con controllo attivo dell’umidità e della temperatura per ottimizzare la conservazione. Per i visitatori del museo sarà una vera sorpresa vedere indossati gli abiti esposti da manichini d’eccezione, realizzati dal laboratorio artigianale Cartepestebludiprussia di Modena. I manichini in carta, simili a quelli esposti al Victoria and Albert Museum di Londra, avranno volti e corporatura ispirati ai conti d’Arco. Il restauro degli abiti ha infatti consentito di prendere con precisione le misure dei loro proprietari originari e con pazienza ha reso possibile ottenere un fedele ritratto della loro fisicità. È stato un compito delicato e minuzioso, ma che ha portato a risultati inaspettati.

L’esposizione dei capi avverrà mediante rotazione, mentre la conservazione dell’intero guardaroba avrà luogo nell’archivio tessile, collocato al primo piano dell’edificio, sopra il giardino d’Inverno recentemente restaurato. Questo è l’altro impegno della Fondazione d’Arco: il completamento degli ambienti del piano, già restaurati a livello strutturale, e l’installazione degli indispensabili impianti per la conservazione del patrimonio tessile. Il progetto non è ancora completamente finanziato e sarà necessario il sostegno di chiunque voglia far parte di questo nuovo capitolo de La Moda Racconta.

Curatore scientifico della nuova sezione di storia della moda e del costume del Museo di Palazzo d’Arco sarà Massimo Cantini Parrini, uno dei più talentuosi costumisti italiani, vincitore tra gli altri di cinque David di Donatello, tre Nastri d’Argento e un European Film Award, candidato all’Oscar nel 2021 per Pinocchio di Matteo Garrone e quest’anno per Cyrano di Joe Wright.

La presentazione dei manichini realizzati dal laboratorio artigianale Cartepestebludiprussia di Modena.

VIVI LA STORIAda protagonista

UNA TESTIMONIAL D'ECCELLENZA

Un ringraziamento speciale, infine, va alla testimonial d'eccezione del progetto e Ambassador del Museo di Palazzo d’Arco, il soprano Eleonora Buratto.


La comunicazione del progetto La moda Racconta è stata realizzata con il contributo di: regione lombardia

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